Mar 052019
 

A discapito dell’arrivo di pc, tablet e smartphone il piccolo schermo continua a essere la “tata tecnologica” più gettonata dalle mamme dei bambini più piccoli. In particolare, per quelli sotto i 6 anni, che passano davanti allo schermo televisivo addirittura il doppio del tempo passato rispetto a 17 anni fa. Almeno negli Usa, dove i bimbi sotto i 2 anni arrivano a guardare la televisione in media fino a 3 ore al giorno. Lo ha scoperto uno studio americano pubblicato su Jama Pediatrics, la rivista medica americana specializzata in pediatria, e condotto da Weiwei Chen e Jessica Adler, della Florida International University.

La tv vince su tablet, telefonini e pc soprattutto per i bimbi con meno di 2 anni

Lo studio ha valutato il tempo passato davanti a uno schermo televisivo dai bambini under 6 nel 1997 e nel 2014, quindi, prima e dopo l’era dei tablet. Per realizzarlo, i ricercatori hanno utilizzato i dati del “diario del tempo” tenuto dalle mamme di un gruppo rappresentativo di 1.327 bimbi americani nel 1997, e di 443 bambini nel 2014. E se nel lontano 1997 il tempo medio giornaliero davanti a uno schermo era di 1,3 ore per i bambini fino a 2 anni, e di quasi 2,5 ore per i bambini da 3 a 5 anni, nel 2014 le cose sono cambiate. Il tempo totale, per la fascia di età fino ai 2 anni, è più che raddoppiato, arrivando a circa 3 ore al giorno.

Dai 3 ai 5 anni il cambiamento nelle abitudini non è significativo

Quanto ai bambini dai 3 ai 5 anni, riporta Adnkronos, dallo studio non è emerso un cambiamento significativo nelle loro abitudini. Ancora una volta però a farla da padrona è la televisione, e a distanza di 17 anni la tv mostra di avere ancora un peso preponderante nella vita dei piccoli. Tanto che i ricercatori dell’università americana suggeriscono l’utilità di una ricerca futura sulla relazione tra tempo passato a guardare la tv, stile genitoriale, e rapporti tra coetanei e fratelli.

Una crescente preoccupazione

“C’è una preoccupazione crescente sul tempo che i bambini, soprattutto molto piccoli, passano davanti allo schermo – spiega Weiwei Chen, uno degli autori -. I nostri risultati sono stati sorprendenti, visto che la sensazione comune è che i dispositivi mobili siano onnipresenti, ma la televisione è ancora il modo più comune per consumare media”.

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