Apr 302021
 

Nell’anno del coronavirus i reati risultano in calo. Complice la pandemia, in Italia si è registrata una riduzione dei reati commessi pari al 18,9% rispetto all’anno precedente, ovvero 435.055 crimini in meno. Se nel 2020 in Italia sono stati denunciati complessivamente 1.866.857 reati, gli omicidi sono risultati  il 16,4% in meno, le rapine -18,2%, i furti -33,0% e quelli in appartamento -34,4%. Nonostante questo, per due terzi degli italiani (66,6%) la paura di rimanere vittima di un reato non è diminuita, e per il 28,6% è addirittura aumentata. Anche perché per alcune categorie di reati la situazione è peggiorata, come ad esempio, il cybercrime. È quanto emerge dal 2° Rapporto sulla filiera della sicurezza in Italia di Censis e Federsicurezza.

La criminalità digitale e la paura degli “altri”

Di fatto, nel 2020 sono state commesse 241.673 truffe e frodi informatiche, il 13,9% in più rispetto all’anno precedente, e se un italiano su tre (31,3%) non si sente sicuro quando fa operazioni bancarie online uno su quattro (24,9%) ha paura di utilizzare i sistemi di pagamento elettronici per fare acquisti in rete. Ma oltre alla paura del cybercrime, cresce anche la paura degli altri. Il 75,4% degli italiani dichiara di non sentirsi sicuro quando frequenta luoghi affollati, e il 59,3% ha paura di camminare per strada e di prendere i mezzi pubblici dopo le otto di sera. Si tratta di sentimenti condizionati dalla paura del contagio: quando le restrizioni saranno allentate, le piazze dovranno poter tornare a riempirsi in tranquillità.

Le paure delle donne e la panofobia

Nell’anno del Covid molte donne chiuse in casa sono state più esposte alla violenza di partner e conviventi. Da marzo a ottobre 2020 le richieste di aiuto al numero antiviolenza e stalking 1522 sono state 23.071, +71,9% rispetto all’anno precedente. Inoltre, il 75,8% delle donne ha paura di camminare per strada e di prendere i mezzi pubblici di sera, l’83,8% di frequentare luoghi affollati, l’88,5% di incontrare persone sconosciute sui social network, il 76,3% di condividere immagini sul web, e il 22,5% di stare a casa da sola di notte. Ci sono poi i panofobici, coloro che hanno paura di tutto. In Italia sono oltre 6 milioni, soprattutto le donne: quasi 5 milioni, il 17,9% della popolazione femminile complessiva. Ma c’è anche un 16,3% di under 35 (1,7 milioni).

Più sicurezza vuol dire più socialità

L’83,4% degli italiani è convinto che si debbano applicare pene più severe per chi provoca risse e pratica atti di violenza fuori dai locali pubblici. Ma riportare la gente negli spazi pubblici vuol dire anche innalzare i livelli di sicurezza percepita, non solo attraverso ordinanze restrittive. Negli ultimi dieci anni però la sicurezza privata è cresciuta in termini di numeri, funzioni svolte, capacità tecniche e professionali. E se il 50,5% degli italiani esprime fiducia nelle guardie giurate e negli operatori della sicurezza privata, il 55,7% è convinto che il settore avrebbe bisogno di un maggiore riconoscimento sociale.

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