Mar 162021
 

Come previsto dal decreto Semplificazioni dal 28 febbraio tutte le PA dovrebbero avere integrato il sistema Spid come strumento esclusivo di identificazione per accedere ai servizi digitali, insieme alla Cie. Altroconsumo ha condotto un’indagine per verificare lo stato di avanzamento del processo di adozione dello Spid, e ha rilevato che nonostante a dicembre 2020 le richieste dei cittadini siano arrivate a 15 milioni, al momento delle rilevazioni le PA che avevano adottato il sistema erano circa 6mila su 22mila. Inoltre, dagli ultimi dati dell’Agid emergono diverse criticità che contribuiscono al rallentamento del processo, e che costituiscono limiti di accesso per i consumatori.

Il 76% delle attivazioni avviene con modalità offline

Innanzitutto, nonostante il processo sia volto alla digitalizzazione dei servizi, il 76% delle attivazioni avviene con modalità offline, perché quasi tutti gli operatori non permettono un riconoscimento via webcam gratuito. Poiché gli ultra 65enni che hanno attivato il servizio sono meno del 5% del totale delle attivazioni sarebbe necessaria una rete di assistenza accessibile anche per le generazioni meno digitalizzate. Dall’indagine di Altrocunsuno emerge che l’operatore a cui ci si rivolge più frequentemente (80% dei casi) è Poste Italiane. In alcuni casi emerge poi che la ricezione del codice di sicurezza Otp, necessario per effettuare le procedure, comporta costi o limiti (se richiesto via sms). Inoltre, che è impossibile avere più identità digitali collegate allo stesso numero di telefono.

Cos’è il sistema pubblico di identità digitale?

Lanciato nel 2016, il sistema pubblico di identità digitale è un sistema di login unico per l’accesso ai servizi online della PA. Una volta richiesta e abilitata, l’identità Spid consente a cittadini e imprese di accedere ai servizi da qualsiasi dispositivo (pc, smartphone e tablet), riporta Adnkronos. Lo Spid, spiega Altroconsumo, è un sistema di identificazione che consente, attraverso l’utilizzo delle stesse credenziali (nome utente e password), di accedere a tutti i servizi pubblici online abilitati. Il potenziale vantaggio sta in una radicale semplificazione della PA, con dati anagrafici, certificati, cartella fiscale e sanitaria accessibili da casa, evitando code agli uffici pubblici e utilizzando un’unica registrazione.

A cosa serve e come richiederlo

Sono oltre 4.000 le amministrazioni che utilizzano Spid per identificare i cittadini ed erogare i propri servizi. Spid può essere utilizzato, ad esempio, per l’iscrizione dei figli alle scuole primarie e secondarie, portare a termine la richiesta del bonus cultura 18app, accedere a pagoPA, e accedere a molti servizi abilitati, tra cui l’anagrafe, la fatturazione elettronica, il fascicolo sanitario elettronico, i servizi di Inps e di Agenzia delle Entrate. Per richiedere le proprie credenziali Spid è necessario essere maggiorenni e seguire alcuni passaggi: scegliere il fornitore, ovvero uno degli Identity Provider accreditati, inserire i dati anagrafici, ed effettuare il riconoscimento. L’identità digitale viene confermata soltanto dopo l’identificazione, che può avvenire tramite webcam, di persona presso uno degli uffici del provider, tramite firma digitale, utilizzando la Cie o la carta nazionale dei servizi.

Sorry, the comment form is closed at this time.