Apr 292019
 

Oltre 192.446 imprese per un fatturato di circa 25 miliardi di euro. Questi i numeri europei del design nel 2017, un settore che si conferma come una delle più solide strategie anticrisi. Soprattutto per l’Italia, perché quasi una su sei di queste aziende parla la nostra lingua. Non è un caso che il design sia un marchio di fabbrica proprio del Made in Italy, contribuendo all’attrattività dei nostri prodotti a livello internazionale.

Anche grazie al design il Made in Italy oggi è il terzo marchio più conosciuto al mondo. E come spiega il report Design economy di Symbola, in collaborazione con Deloitte, nel 2017 le imprese del design italiano sono risultate le più numerose dell’area comunitaria, superando quota 30mila (30.828) e offrendo impiego a 50.226 lavoratori.

Imprese, occupati, e fatturato italiani crescono a un ritmo superiore alla media comunitaria

Rispetto all’anno precedente, nel 2017 in Italia, imprese (+5,6%), occupati (+1,9%), e fatturato (3,8 miliardi) sono cresciute a un ritmo superiore alla media comunitaria (fatturato +0,9% contro +0,6%), anche se questo non basta per colmare il divario con Germania (4,2 miliardi) e Regno Unito (6,2 miliardi).

Le imprese con meno di due addetti rappresentano ancora il 45% del totale. Un ruolo prevalente, quello delle piccole e piccolissime imprese, che tuttavia appare progressivamente in contrazione, grazie alla maggior dinamicità riscontrata dalle medie imprese del settore.

“Una nuova generazione di prodotti che risponda all’economia circolare”

“Il design Made in Italy – afferma il ministro per i Beni e le attività culturali, Alberto Bonisoli – è una risorsa strategica e trasversale per il nostro Paese, un comparto dell’economia italiana in crescita, capace di connettere il mondo della progettazione con quello della produzione, della formazione, il settore del commercio con il turismo”.

Il design non è legato solo all’estetica: dall’ideazione di nuovi prodotti all’individuazione di nuovi mercati, fino alla ricerca di nuovi significati. Il design però è strategico anche per sviluppare una nuova generazione di prodotti che rispondano all’economia circolare: efficienza, minore impiego di materia ed energia, riciclabilità, riutilizzabilità. “Un passaggio fondamentale per una economia in grado di affrontare la grande sfida dei mutamenti climatici”, spiega il presidente di Symbola, Ermete Realacci.

Sul podio italiano del design Lombardia, Emilia Romagna e Piemonte

Lombardia, Emilia Romagna e Piemonte sono le regioni sul podio per la produzione di ricchezza e addetti legati al design, riferisce Adnkronos. In queste tre regioni risiede infatti oltre il 50% del valore aggiunto e degli addetti del settore. Seguono Veneto, Lazio e Toscana. Le imprese italiane di design si concentrano soprattutto là dove è più alta la produzione di made in Italy, a conferma del ruolo strategico che il design assume nel rapporto tra ideazione e produzione. In testa alla classifica delle province italiane c’è Milano, con un’incidenza dell’11,6%, seguita da Torino (6,5%) e Roma (5,6%), che da sole accolgono più di un quarto della base produttiva del comparto.

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