Gen 252021
 

Durante il lockdown primaverile del 2020 sono aumentati i disturbi da fame emotiva e alimentazione incontrollata. Lo rivela uno studio che ha analizzato gli indici di fame emotiva, ovvero la tendenza a mangiare quando si è in preda allo stress o a emozioni negative, come la tristezza, e la frequenza alle abbuffate compulsive, caratterizzate da episodi in cui si assumono grandi quantità di cibo in un tempo relativamente breve con la sensazione di perdere il controllo su cosa e quanto si stia mangiando. Lo studio, pubblicato nella rivista Appetite, è stato condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università di Padova, in collaborazione con l’Università di Losanna e la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste.

L’impatto dell’isolamento sull’alimentazione

Per studiare l’impatto dell’isolamento sulle abitudini alimentari, riporta Askanews, i ricercatori hanno effettuato un sondaggio online a 365 persone tra i 18 e i 74 anni provenienti da tutta Italia per analizzarne lo stato fisico, psicologico, emotivo e sociale.

“Abbiamo raccolto questi dati durante la seconda fase del lockdown, dal 14 al 19 maggio 2020 chiedendo ai nostri partecipanti di rispondere alle stesse domande facendo riferimento sia alla ‘Fase uno’ di lockdown completo sia alla ‘Fase due’, quando alcune restrizioni sono venute meno”, spiega la dottoressa Cinzia Cecchetto dell’Università di Padova, prima autrice dello studio.

Comportamenti alimentari disfunzionali più frequenti durante la Fase 1

“Abbiamo osservato che un elevato livello di ansia e depressione, insieme a fattori come una peggiore qualità della vita e delle relazioni sociali, hanno portato a maggiore fame emotiva, mentre alti livelli di stress si sono risolti in episodi di abbuffate compulsive – continua la dottoressa Marilena Aiello della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste –. Il nostro studio ha inoltre messo in evidenza un elemento di vulnerabilità che viene spesso ignorato: l’alessitimia, ossia la difficoltà di alcuni individui nell’identificare i propri sentimenti e nel distinguere tra sensazioni emotive e fisiche. Persone con alti livelli di alessitimia hanno mostrato maggiori probabilità di incorrere in episodi di fame emotiva. Infine è stato osservato che i comportamenti alimentari disfunzionali sono stati più frequenti durante la Fase 1 rispetto alla Fase 2”.

Le misure di contenimento hanno effetti negativi sulla salute mentale

“Questi effetti sono stati evidenziati su partecipanti sani, senza precedenti clinici di disturbi dell’alimentazione – sottolinea la dottoressa Sofia Adelaide Osimo, dell’Università di Losanna –. Questo ci mostra che misure di contenimento quali il lockdown, per quanto necessarie per contenere l’epidemia, hanno degli effetti negativi sulla salute mentale e sul comportamento alimentare dei cittadini. Tra le misure di sostegno alla popolazione da offrire durante periodi di lockdown non è quindi prescindibile il supporto psicologico, facendo particolarmente attenzione a individui vulnerabili e alle manifestazioni alimentari del malessere psicologico”.

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