Apr 232018
 

Il design è una delle più solide strategie anticrisi. E il nostro Paese mantiene il suo ruolo di leadership in Europa. A cominciare dal numero di imprese attive: 29mila, più delle circa 26mila tedesche e francesi, delle oltre 21mila inglesi, e delle 5mila spagnole.

In totale, le oltre 179mila imprese europee di design nel 2016 hanno prodotto un fatturato superiore ai 25 miliardi di euro, e di queste una su sei è italiana. Lo si legge nel rapporto Design economy di Symbola, osservatorio sul settore presentato alla Triennale di Milano da Ermete Realacci e Domenico Sturabotti, rispettivamente presidente e direttore di Fondazione Symbola, Stefano Boeri, presidente della Triennale, e Stefano Bordone, vicepresidente di FederlegnoArredo.

Un settore che continua a crescere nonostante un’economia rallentata

Con 4,3 miliardi di euro di fatturato del design, pari allo 0,3% del Pil, l’Italia è seconda tra le grandi economie europee, dopo il Regno Unito (7,8 miliardi), davanti a Germania (3,8), Francia (2,1) e Spagna (1,1). In Italia, riferisce Askanews, in tutto possiamo contare su oltre 48mila lavoratori del settore, il 16,6% del totale Ue. Nonostante la crisi, poi, il design segna un +1,5% nell’occupazione e un +3,6% nel fatturato. Dati in evidente crescita, soprattutto negli ultimi cinque anni.

Italia sul podio anche per fatturato per addetto e numero di brevetti

Siamo sul podio anche considerando il fatturato per addetto, che in Italia si attesta a circa 90mila euro, meglio del valore medio comunitario, pari a 87.255 euro. Superano il fatturato per addetto italiano solo quello spagnolo (oltre 100mila euro per addetto) e del Regno Unito (oltre 137mila euro).

Non è tutto, perché l’Italia si colloca seconda nella hit anche per numerosità di brevetti di design, e in ben 22 delle 32 categorie aggregate previste nella ‘classificazione ufficiale Locarno’ risulta essere prima, seconda o terza.

“La cultura del design è più forte dove ci sono imprese protagoniste del made in Italy”

“Il design – commenta Realacci – non è legato solo all’estetica, ma anche alla capacità di risolvere problemi complicati, che vale oro nella complessità contemporanea: dall’ideazione di nuovi prodotti all’individuazione di nuovi mercati, fino alla ricerca di nuovi significati. Ieri come oggi – aggiunge il presidente di Fondazione Symbola – la creatività è l’infrastruttura immateriale del made in Italy, non è un caso se la cultura del design è più forte dove ci sono imprese protagoniste del made in Italy”.

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