Gen 032019
 

I numeri sono impressionanti: il 62,5% delle aziende italiane ha registrato almeno un incidente informatico significativo; il 97% delle imprese italiane destina risorse inadeguate alla protezione tecnologica; Il 97% delle imprese italiane destina risorse inadeguate alla protezione tecnologica. Ecco l’identikit sullo stato dell’arte della cybersecurity nel nostro paese secondo l’ultimo rapporto EY Global Information Security Survey 2018-19, appena presentato a Milano. D’altro canto, il report sottolinea come in Italia stiano crescendo gli investimenti nelle tecnologie emergenti in questo ambito e quanto abbiano già investito le aziende tricolori in cybersecurity, ben 1,5 miliardi di euro nel 2018.

Un’indagine a tappeto

L’indagine è stata quanto mai ampia: è stata basata su interviste a circa 1.400 top manager delle più grandi aziende a livello internazionale ed ha esaminato, in particolare, la destinazione degli investimenti in sicurezza informatica e lo stato di salute delle imprese in fatto di protezione dei dati e di contrasto ad attacchi informatici. Il sondaggio rivela che l’87% delle imprese a livello globale e il 97% di quelle italiane dispone di risorse non adeguate al livello di sicurezza informatica richiesto. Il 55% delle imprese, inoltre, a livello sia italiano sia globale, non integra la protezione dell’organizzazione nella propria strategia aziendale complessiva e nei piani esecutivi. Dal sondaggio emerge anche che solo il 14% degli intervistati in Italia (8% a livello globale) ritiene che il proprio sistema di sicurezza informatica soddisfi pienamente le loro esigenze. Il 38% delle aziende su base globale e il 42,5% tra quelle italiane dichiara che probabilmente non riuscirebbe a identificare un attacco cyber sofisticato, mentre il 62,5% delle aziende italiane dichiara di aver avuto almeno un incidente significativo a livello di sicurezza informatica.

La risposta? Tecnologie avanzate

Per rispondere alla nuova sfida della cybersecurity, la gran parte delle aziende (il 73% in Italia, il 77% a livello globale) punta oggi su tecnologie avanzate quali l’intelligenza artificiale, l’automazione dei processi robotici e gli analytics, che consentono di ottimizzare la capacità di identificare le vulnerabilità e fronteggiare gli attacchi. Secondo lo studio EY, quest’anno, le aziende investiranno, con riferimento alla cybersecurity, soprattutto in cloud computing (53%), cybersecurity analytics (40%) e Internet of Things (38%), ambito, quest’ultimo, che registrerà in Italia il maggior incremento di spesa (+44,4%).

Dipendenti inconsapevoli i controlli obsoleti i principali rischi

Dal sondaggio emerge che i dipendenti negligenti o inconsapevoli (67%), i controlli di sicurezza obsoleti (42%), in particolare quelli relativi a smartphone e tablet (30%), e l’accesso non autorizzato (21%) sono considerati dalle imprese come i principali fattori di vulnerabilità. Al contempo, solo il 23% delle imprese a livello globale ritiene necessario integrare le policy di sicurezza nei piani strategici e solo nel 67% dei casi la persona direttamente responsabile della sicurezza delle informazioni fa parte del top management.  La cybersecurity rappresenta però anche un’opportunità di crescita: il 60% delle aziende pensa di incrementare il budget sulla sicurezza informatica di più del 10%. Nel 2017 il settore ha raggiunto, in Italia, un valore di 1,4 miliardi di euro e si prevede che arrivi a circa 1,5 miliardi nel 2018. Negli ultimi tre anni, il 45% delle imprese italiane ha effettuato acquisti di beni e servizi collegati alla cybersecurity.

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