Gen 262018
 

Anche se esiste già dal 2011, non sono in molti a conoscerlo nella realtà dei fatti. Eppure è una bella comodità, specie per chi ha redditi non proprio altissimi. Stiamo parlando del conto corrente base: si tratta di una versione del conto corrente classico “alleggerita” che permette ai titolari di effettuare tutte le principali operazioni di base, a tariffe particolarmente convenienti. Ad esempio, si potranno effettuare operazioni cosiddette ‘semplici’, come ricevere o effettuare bonifici o pagamenti oppure si potrà disporre di una carta bancomat. Non sarà invece consentito, per questa specifica formula di conto, utilizzarlo per la gestione di operazioni di risparmio. A fronte di alcuni limiti, però, il servizio potrà essere proposto senza alcun costo. A determinate categorie di persone, infatti, questo tipo di conto corrente deve essere offerto a titolo completamente gratuito.

Gratuito anche per i pensionati

Quali sono le tipologie di utenti alle quali il conto corrente è offerto senza costi? Ne hanno diritto i consumatori con Isee inferiore a 11.600 euro e i pensionati con assegni annuali non superiori ai 18mila euro. A stabilirlo è il decreto ministeriale n. 37 del 2017 sul quale il Consiglio di Stato ha recentemente dato parere positivo, ritenendo il testo “complessivamente coerente con le prescrizioni normative da attuare”.

Entrando nel dettaglio della norma, l’articolo 4 del decreto prevede che “il conto base venga offerto senza spese ai consumatori con Isee inferiore a euro 11.600” e l’articolo 5 stabilisce che “la gratuità delle spese – per quanto riguarda i consumatori pensionati – è limitata ai trattamenti pensionistici non superiori all’importo lordo annuo di euro 18.000”.

Cosa dice il Consiglio di Stato

Secondo i giudici del Consiglio di Stato, “il decreto legislativo n. 37 del 2017 ha quindi stabilito – precisando normativamente quanto già definito dalla convenzione stipulata per quanto riguarda l’Italia tra ministero dell’economia, Banca d’Italia e associazioni rappresentative dei prestatori di servizi di pagamento – che il conto di base deve includere un minimo predefinito di operazioni annue con canone ‘ragionevole’ e ‘coerente con finalità di inclusione finanziaria’, a cui si possono aggiungere altre operazioni con tariffe separate rispetto al canone annuale”. Inoltre il decreto – prosegue il Consiglio di Stato – individua “le fasce di clientela socialmente svantaggiate e i titolari di trattamenti pensionistici ai quali il conto di base è offerto senza spese nonché le condizioni e modalità per l’accesso ai conti di base gratuiti e le loro caratteristiche”.

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