Mar 012018
 

Una risoluzione non legislativa approvata a Strasburgo con 384 voti favorevoli, 153 contrari e 12 astensioni, chiede alla Commissione Europea una valutazione dell’attuale sistema dell’ora legale. E se necessaria, una revisione delle norme in atto. Secondo una notizia Adnkronos varie iniziative di cittadini avrebbero evidenziato la preoccupazione per il cambiamento semestrale dell’orario che segna l’inizio e la fine dell’estate, e che attualmente si compie l’ultimo fine settimana di marzo e di ottobre. I deputati chiedono perciò alla Commissione Europea di condurre una valutazione approfondita della direttiva sull’ora legale e, se necessario, di formulare una proposta di revisione.

La necessità di mantenere un regime orario uniforme

Facendo riferimento alla necessità di evitare sistemi diversi di cambio orario in ogni Paese Ue, i deputati hanno anche affermato che è fondamentale mantenere un regime orario uniforme a livello Unione. L’attuale direttiva sull’ora legale, entrata in vigore nel 2001, prevede una data e un’ora comuni per l’inizio e la fine del periodo dell’ora legale in tutta l’Ue, al fine di garantire il corretto funzionamento del mercato interno.

La commissaria europea ai Trasporti Violeta Bulc ha sottolineato che “lasciare gli Stati membri liberi di applicare cambiamenti di orario senza coordinamento sarebbe dannoso per il mercato interno. Sono pertanto contraria a una soluzione del genere –  aggiunge la Bulc – che significhi semplicemente ritirare la direttiva, oppure lasciare che gli Stati membri lascino il regime armonizzato”.

Ora legale o meno, gli effetti sulla salute non sono dimostrati

Per quanto riguarda gli effetti sulla salute dell’ora legale, sottolinea la commissaria europea Bulc, “le evidenze scientifiche non portano a conclusioni certe sulle conseguenze per la salute umana. Alcune persone sembrano soffrire a causa del cambiamento di un’ora due volte l’anno, ma questo potrebbe benissimo essere compensato dagli effetti positivi sulla salute indotti dall’aumentata attività all’aperto. E non è chiaro se un’ora solare permanente o un’ora legale permanente sarebbero migliori per il bioritmo umano”.

Ai Paesi del Nord Europa l’ora legale non porta alcun vantaggio

Se il vantaggio di spostare indietro le lancette dell’orologio consiste nel poter approfittare di un’ora di luce solare in più, contro l’ora legale si sono schierati diversi Paesi, per lo più i Paesi nordici. Come ad esempio la Finlandia, che con l’introduzione dell’ora legale non godrebbe di benefici apprezzabili, dato che d’estate ha già luce naturale in abbondanza.

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