Mag 312018
 

Sulla scia del successo della Dieta Mediterranea, dichiarata patrimonio dell’umanità dall’Unesco, in 25 anni l’olio d’oliva ha segnato una crescita record dei consumi mondiali: +49%.

Dal Giappone al Brasile, dalla Russia agli Stati Uniti, dalla Gran Bretagna alla Germania, lo stile alimentare Made in Italy trainato dall’olio d’oliva ha conquistato il mondo. A livello globale nel 2017 sono stati infatti consumati complessivamente 2,95 miliardi di chili, la metà dei quali nei Paesi dell’Unione Europea, con la vetta della classifica occupata dall’Italia, con 557 milioni di chili, seguita dalla Spagna (470 milioni).

È quanto emerge dall’analisi di Coldiretti sugli ultimi dati del Consiglio Oleicolo Internazionale (Coi), che conferma questo successo occasione di Cibus, il Salone internazionale dell’alimentazione.

Sul podio dei consumi salgono gli Stati Uniti

Ma sul podio, sottolinea la Coldiretti, salgono a sorpresa anche gli Stati Uniti, con un consumo di ben 315 milioni di chili quasi triplicati (+174%) rispetto a 25 anni fa. A sostenere la domanda mondiale, riporta Askanews, sono certamente gli effetti positivi sulla salute associati al consumo di olio di oliva, provati da numerosi studi scientifici che hanno fatto impennare le richieste di quel segmento di popolazione che nel mondo è attento alla qualità della propria alimentazione.

In Italia 9 famiglie su 10 consumano olio d’oliva tutti i giorni

In Italia, spiega la Coldiretti sulla base di un’indagine Ismea, 9 famiglie su 10 consumano olio d’oliva tutti i giorni secondo uno stile alimentare fondato sulla dieta mediterranea che ha consentito di conquistare primati mondiali di longevità: tanto che la speranza di vita degli italiani è salita a 82,8 anni, 85 per le donne e 80,6 per gli uomini.

Coldiretti invita però a guardare le etichette, perché c’è il rischio evidente che olio straniero venga “spacciato” come italiano, e la situazione è “ancora più preoccupante al ristorante, dove in quasi 1 caso su 4 (22%), secondo un’indagine Coldiretti/Censis, si continuano a usare oliere fuorilegge che non rispettano l’obbligo del tappo antirabbocco entrato in vigore da anni”, si legge nel rapporto.

Come riconoscere un olio extravergine di oliva di qualità?

Un olio extravergine di oliva di qualità, spiega ancora la Coldiretti, deve essere profumato all’esame olfattivo, e deve ricordare l’odore dell’erba tagliata e di sentori vegetali. All’esame gustativo, poi, deve presentarsi con sentori di amaro e piccante. Al contrario, gli oli di bassa qualità puzzano di aceto o di rancido, e all’esame gustativo sono grassi e untuosi.

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