Mar 312021
 

Il 2020 è stato un anno di shock per il settore turistico, al punto che l’8% degli operatori ha deciso di non riprendere l’attività neanche dopo l’allentamento delle restrizioni. Se le scelte di viaggio sono determinate dai cambiamenti delle abitudini, sempre più legate al territorio, alla cultura e alle tradizioni locali, lo sviluppo del settore turistico, insieme all’agroalimentare, può fungere da motore per il rilancio dell’economia italiana post pandemia. In collaborazione con UniCredit Nomisma ha realizzato l’Osservatorio Turismo Nomisma-UniCredit, per analizzare i comportamenti dei turisti italiani durante l’estate 2020 e delineare appunto le potenzialità del “binomio” turismo e agroalimentare.

Un’offerta sempre più su misura

Nella scelta delle località preferite si è rivelato infatti fondamentale poter fare passeggiate all’aria aperta (44%), escursioni in bicicletta (18%), e sport nel verde 20%). Il 15% poi ha scelto un tour enogastronomico e il 10% ha visitato aziende agricole o fattorie didattiche, mentre il 50% di chi ha fatto almeno un viaggio tra giugno e agosto 2020 ha optato per località immerse nella natura, meglio se piccoli borghi (51%). Ma verso quali servizi si indirizzerà l’offerta rivolta ai clienti? Nel rapporto con il cliente diventerà necessario prevedere una maggiore flessibilità nelle politiche di cancellazione (38% degli intervistati), o addirittura un’assicurazione di viaggio per la copertura delle spese sanitarie (14%). Un altro elemento distintivo sarà l’offerta di proposte customizzate del soggiorno, o la garanzia di salute e benessere, come l’installazione di impianti di sanificazione e purificazione dell’aria.

Il legame con altri operatori del territorio, la cultura e le tradizioni locali

Il legame con gli altri operatori del territorio, ma anche con la cultura e le tradizioni locali è un altro degli asset su cui si concentrerà l’offerta dell’hospitality con il ritorno alla normalità. Il 28% degli operatori prevede di offrire tour enogastronomici sul territorio per far conoscere ai turisti le produzioni food & beverage locali. Il 24% proporrà menu che esaltino i prodotti locali e con materie prime a km0 e il 21% si concentrerà sulla proposta di tour del territorio divisi per target (giovani, coppie, family) così da migliorare la fruizione dell’esperienza.

Le parole chiave della ripartenza

Gli albergatori sono concordi sull’esigenza di rivedere l’offerta attuale (69%) e di ampliare i servizi destinati ai clienti (67%). Comunicazione, digitalizzazione, riqualificazione e relazioni di filiera sono le altre parole chiave della ripartenza. Per rispondere agli effetti indotti dalla pandemia, oltre 6 operatori su 10 individuano le strategie di marketing come leva fondamentale. Il 63% degli intervistati vuole digitalizzare il rapporto con il cliente, sia in fase di prenotazione sia dopo il viaggio, e per il 59% sarà strategico investire anche in percorsi formativi per aumentare le digital skill dello staff e del personale. La ristrutturazione della struttura ricettiva sarà invece un elemento chiave per il 59% degli operatori, mentre un altro 50% punta a un miglioramento energetico dell’esercizio.

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